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Storia

La sua conformazione orografica che lo fa essere un altipiano sovrastante la costa e la vallata del torrente Catona è all'origine della sua denominazione: esso è naturalmente il "campo" di Fiumara, la potente città che tra '400 e '600 controlla l'accesso Nord di Reggio e il porto per la Sicilia che all'epoca si trovava a Catona. Innanzitutto il luogo è " campo " militare, poiché non vi è altro sito più adatto nei pressi del porto per la Sicilia, e così doveva pensarla Carlo d'Angiò in piena Guerra del Vespro (1284) quando, nel tentativo di riprendersi l'Isola sottrattagli da Pietro d'Aragona, si accampò sull'altipiano, corrispondente agli attuali Campo, S. Martino e Concessa, con 100.000 uomini in attesa di traghettare. L'operazione fallì e la Sicilia divenne definitivamente aragonese dopo la pace di Caltabellotta (1302), ma probabilmente, da quella lunga e terribile guerra, combattuta quasi per intero in Calabria, quel luogo ci guadagnò il nome: Campo, per l'appunto. Ma soprattutto e per molti secoli fino ai nostri giorni, quel posto è " campo " dal punto di vista agricolo; ne troviamo una descrizione negli apprezzi seicenteschi fatti per i principi di Scilla (1605; 1643), veri e propri " affreschi " della situazione economica, civile e amministrativa di tutto il feudo, che descrivono il territorio corrispondente a quello dell'attuale Comune come dedito alla coltura della vite e del gelso: il grande vigneto della baronia.
È per questa vocazione agricola che Campo nasce e si sviluppa, le case dei contadini che coltivano quelle terre formano un villaggio e più cresce la superficie coltivata più cresce il borgo che infine diviene un paesino denominato Campo della Maddalena a causa di una chiesa ad essa dedicata, di cui si hanno notizie fin dal 1630, ma che già certamente esisteva nel 1692.
La storia e le origini di Campo Calabro sono strettamente legate a quelle del territorio al quale la cittadina appartiene, di quella parte cioè della costa dello Stretto di Messina che si incunea fino alle pendici dell'Aspromonte. Nei secoli infatti il paese fu tenimento della Terra di Fiumara di Muro e ne seguì le vicende feudali che la fecero appartenere ai Sanseverino di Terranova, ai Carafa di Roccella ed infine, fino all'eversione della feudalità (1806), ai Ruffo di Scilla e di Bagnara.
 

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